Centro storico, i residenti denunciano: nessuna tutela per le botteghe artigiane
Chi vuole un centro storico privo di traffico e aperto solo a botteghe artigiane della tradizione romana, chi invece punta sulla presenza di turisti come leva di un commercio più globalizzato (dai fast food alle cianfrusaglie in vendita in qualsiasi negozio del mondo). La battaglia tra “tradizionalisti” e “innovatori” si combatte ora tra i residenti del centro e il Consiglio Comunale di Roma, che lo scorso 7 ottobre ha approvato nuove norme per la “tutela e riqualificazione del commercio, dell’artigianato e di altre attività di competenza della Città Storica”. Quello che non va giù al Coordinamento Residenti Città Storica (che racchiude 18 associazioni) è il rischio di veder spuntare centri commerciali
e megastore: la deroga all’apertura di esercizi caratterizzati da non meglio identificati “standard qualitativi” potrebbe, criticano i residenti, vanificare qualsiasi sforzo di porre un freno ai locali di somministrazione di cibi e bevande incompatibili con il tessuto urbano del centro.
Dall’elenco delle attività tutelate sono state eliminate poi le sartorie artigianali, mentre sono state aggiunte “profumerie e vendita di cosmetici”, le grandi marche di prêt-à-porter e gli “elementi di arredo”: una categoria, quest’ultima, molto vaga e nella quale può essere fatto rientrare di tutto, compresi i souvenir e le cianfrusaglie di plastica.
da viviana
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