Roma, sgomberate le aree archeologiche occupate dai senza-tetto
Aree archeologiche usate come dormitori. Rifugio per i senza-tetto e i mendicanti che gravitano intorno al centro storico. Polizia Municipale e Ama, con un’operazione iniziata all’alba, hanno ripulito i giardini vicini alla statua di San Francesco a Porta San Giovanni, le Mura Aureliane nel tratto di via Carlo Felice, piazza Dante, via Statilia, Villa Celimontana, la Salita San Gallo, il parcheggio del Gianicolo, piazza della Rovere.
Un paesaggio “slum” quello che gli agenti del Nucleo Assistenza Emarginati e gli operatori ambientali si sono trovati davanti:
materassi, cumuli di sporcizia, rifiuti organici, indumenti abbandonati qua e là . Un cittadino polacco, al momento del blitz sotto la rampa del parcheggio del Gianicolo, è stato trovato intento a lavarsi con indosso solo un paio di slip.
La bonifica ha interessato aree di particolare valore, abbandonate nel più assoluto degrado. Come le Mura Aureliane, monumenti a cielo aperto restaurati in alcuni tratti e tornati fruibili per i cittadini. I fornici di via Guerrieri, poi, sono stati riaperti al traffico veicolare dopo il crollo di tre mesi fa, con un lavoro di recupero e messa in sicurezza della Sovrintendenza. Le operazioni di sgombero (accompagnate dalla disinfestazione delle aree) proseguiranno anche nei prossimi mesi per scongiurare nuove occupazioni.
da viviana
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