Archivi per ilgennaio 24th, 2010

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Vita da “bamboccioni” nella Capitale, i costi e le difficoltà dei fuori sede

afE’ di qualche giorno fa la proposta dell’Inpdap di elargire un contributo ai pensionati statali per ospitare gli studenti fuori sede. “Nonno house”, è questo il nome dell’iniziativa, è una delle risposte possibili ad un problema concreto: la difficoltà economica per i giovani di andare a vivere fuori casa. Roma è la città per antonomasia che ospita più fuori sede ma, assieme a Milano è anche la più cara di Italia e nonostante studiare sia ancora considerato un diritto, le agevolazioni e le borse di studio sono inadeguate rispetto al numero delle domande. Per i quasi 400.000 studenti fuori sede italiani, secondo l’Anci, ci sono poco più di 50.000 posti totali in residenze universitarie, vale a dire 1 letto ogni 8 persone. Il problema più grave risiede nell’illegalità all’interno degli studentati: il più delle volte, infatti, le strutture ospitano persone che non hanno niente a che fare con la vita universitaria o che hanno presentato certificazioni fasulle sulle proprio condizioni economiche, togliendo così la possibilità a chi ne avrebbe davvero diritto. La maggior parte degli studenti fuori sede sceglie dunque di affittare un appartamento da dividere con dei coetanei e qui ecco il tasto dolente del caro affitti: le cifre partono dai 260 euro per camera doppia ma si può arrivare a 700 per una singola a seconda delle zone: Trieste e Prati, quelle più care. “Pago 550 euro al mese per una stanza vicino zona Ottaviano, in una casa al primo piano rialzato, senza balconi e con un solo bagno per cinque ragazze”, racconta Michela, studentessa Lumsa di Avellino. Non è la sola: Anna di Trebisacce paga “Trecentocinquanta euro sulla Tuscolana più le spese”, Francesco di Foggia, quattrocento in zona San Lorenzo e il sardo Andrea quattrocentocinquanta in zona Prati “ma – afferma – il padrone di casa ha le chiavi e ogni tanto viene a farci una visitina per controllare se tutto è a posto”. E i contratti? Utopia, nella maggior parte dei casi. La modalità contrattuale più diffusa è quella del concordato secondo la legge 431/98 che fornisce ai padroni di casa non poche agevolazioni fiscali; nonostante questo la maggior parte degli affitti continuano ad essere in nero o comunque del tutto a sfavore degli affittuari. “Da dieci anni vivo a Roma – racconta Francesca V. – e ho cambiato cinque o sei case. Una sola volta ho avuto il contratto e il padrone di casa l’ha fatto pagare a noi”. “Siamo in tre – confida Luisa di Bari- con contratti da studentesse ma in realtà siamo lavoratrici ed una di noi ha anche la residenza qui”. Pochi contratti ma anche pochi controlli. Continua a leggere… »

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gen  10
24
alle 10:07
da Simona Volpe

Ultimo commento:

di Affittomatto Television il 01/1/70

Caro affitto....ti denuncio! - Vivete a Roma? - Avete un affitto insostenibile e non riuscite...