Roma. Basta la parola per fare notizia
Bene, mentre la squadra si allena a Riscone di Brunico, a Roma Pradè cerca di portare a casa il cartellino di Burdisso. Italpetroli e unicredit chiedono una proroga ai tempi dell’arbitrato per non meglio chiariti “motivi tecnici”. Allora facciamo un attimo di pausa e cerchiamo di capire meglio come sono andate le cose.
Unicredit voleva rientrare del credito verso Italpetroli a tutti i costi. Lo voleva così fortemente da farne parlare i giornali quasi tutti i giorni. Lo voleva così fortemente che sembrava ridotta alla fame o sull’orlo del fallimento se Italpetroli non avesse restituito quanto dovuto. Ma Italpetroli cosa possiede? Molti ettari di terreno a Torrevecchia ( estrema periferia romana) che attendono di diventare area fabbricabile.
Allora e solo allora avranno un enorme valore. Poi ci sono i serbatoi di gas a Civitavecchia. Sono considerati un bene strategico nazionale e quindi sottoposti ad una infinità di vincoli. Infine c’è la Roma. Senza debiti, anzi con un leggero attivo. Un susseguirsi di stagioni al vertice con scudetti falliti per un soffio o forse per qualche fischietto in meno.
Ma la banca, Unicredit, non può e non vuole gestire una società di calcio e così vanno a costituire una newco Roma la cui gestione viene affidata al Presidente Sensi. A quella Rosella che ha dimostrato di saperci fare benissimo. Senza capitali, con oculatezza e intelligenza ha tenuto il passo dell’inter con i suoi 40 stranieri, con Mourinho, con le centinaia di milioni spesi. Allora, dopo tutto questo, qualcuno mi spiega che fretta c’era. Perchè Unicredit voleva rientrare da un credito da cui oggi non può rientrare? O forse si voleva solo rompere il giocattolo che dava fastidio ?
da geko
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