Alta Roma: dal 10 al 14 luglio tra maison storiche e artisti emergenti
Le maison storiche (compresa Curiel) e i virtuosi del Libano, il ritorno dell’enfant-prodige Nino Lettieri e tre giovani emergenti, ma anche Roberto Capucci che sarà protagonista il 9 luglio al Tempio di Adriano di un omaggio espositivo impreziosito dall’installazione multimediale dell’artista Maurizio Martuscello che firmerà, insieme a Mattia Casalegno, un ambiente interattivo sugli abiti-sculture dello stilista. Questi alcuni degli elementi che caratterizzano la XVII edizione di Alta Roma Alta Moda che si terrà nella Capitale dal 10 al 14 luglio; tra le novità di quest’anno i tre nuovi spazi espositivi: il complesso di Santo spirito per le sfilate, la Pelanda al MacroTestaccio per una collettiva sulla couture vista da giovani creativi e il Tempio di Adriano con l’omaggio a Roberto Cappucci. E’ una conferma, invece, il concorso “Who is on Next” che propone dieci finalisti:
sette i talenti per il pret-a-porter (Rosa Clandestino, il turco Erkan Coruth, Msgm griffe di Massimo Giorgetti, Dmajuscule creato dal serbo Davor Mutic, Elisa Palomino, Gail Sorronda, Bragia di Alessandra Torela e Santo Costanzo) e tre per gli accessori (Arnoldo e Battois, il canadese Jerome C. Rousseau e Claudio Montias Milano). Per quanto riguarda gli stilisti in programma, tornano le griffe (Sarli che aprirà il calendario l’11 luglio), Curiel, Gattinoni, Riva, Balestra, tornano i libanesi Abed Mahfouz, Tony Ward, Rami al Ali, confermato Nino Lettieri più altri tre stilisti emergenti. “Slow fashion” è la parola d’ordine della manifestazione, come spiega la presidente Silvia Venturini Fendi: “ci saranno sempre più due filoni nel mondo della moda: fast fashion, quella cioè dai tempi veloci, omologati e globalizzati e che si consuma più in fretta, e la slow fashion con tempi più lenti legati alla finitura del prodotto, allo stile, a un rapporto dove il cliente può interagire con lo stilista per uscire da una omologazione” .
Roma punta alla “lentezza” e lo fa grazie ai giovani: l’obiettivo, come precisa la Fendi è “salvaguardare e far crescere i marchi storici che fanno parte del made in Italy ma anche del territorio romano contaminandoli con proposte nuove. Andare avanti ma senza dimenticare la storia”.
da Simona Volpe
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