Caldo torrido: è allarme ozono nella Capitale
Il caldo degli ultimi giorni non accenna a placarsi e anzi dopo i quaranta gradi sfiorati oggi aspettiamoci le stesse temperature anche per domani. A parte i disagi, e il rischio malori, quest’afa favorisce anche l’inquinamento che in città come Roma, dove l’aria è già irrespirabile, raggiunge livelli preoccupanti. Secondo le stime di Legambiente delle 81 città monitorate quasi la metà (39) ha superato almeno una volta la cosiddetta “soglia di informazione”, ovvero una media oraria di livelli di concentrazione di ozono superiori a 180 µg/m³ misurata per tre ore consecutive, che obbliga le amministrazioni locali ad avvisare la popolazione sui possibili rischi per la salute. Fa parte delle trentanove anche la Capitale con Milano, Padova, Venezia, Firenze e Pescara. L’ozono è prodotto dalle emissioni dei veicoli a motore, dai processi di combustione e dai solventi chimici, in presenza di un forte irraggiamento solare, che può danneggiare la salute degli esseri umani con gravi conseguenze sull’apparato respiratorio e polmonare; poiché si diffonde con facilità a grande distanza, elevate concentrazioni di ozono si possono rilevare anche molto lontano dai punti di emissione dei precursori, in luoghi comunemente ritenuti immuni da inquinamento, come ad esempio le aree verdi urbane ed extraurbane e in alta montagna. Per vincere la sfida dell’inquinamento atmosferico è necessario che l’attenzione su questo problema rimanga alta durante tutto l’anno e non solo nei periodi più critici.
Alcuni consigli vengono da Legambiente e da “Lamiaaria”: ventilare gli ambienti domestici nelle ore più fresche della giornata e cercare di svolgere i lavori pesanti e le attività sportive nelle stesse ore. I soggetti particolarmente a rischio (anziani, bambini e persone con malattie cardiache e respiratorie) dovrebbero trascorrere le ore più calde della giornata all’interno delle abitazioni e lontano dalle aree verdi.
E’ consigliata poi un’alimentazione ricca di sostanze antiossidanti quali: Vitamina C (pomodori, peperoni rossi e verdi, patate, cavoli, broccoli, verdure a foglie verdi, agrumi, fragole, meloni), Vitamina E (fegato, uova, asparagi, avocado, noci, mandorle, germe di grano, farina di grano tenero, olio di oliva, di arachidi, di germe di grano, di fegato di merluzzo) e Selenio (pollo, rognone, fegato, tonno, molluschi, pomodori, broccoli, cavoli, cipolle, funghi, cereali integrali, noci del Brasile, lievito di birra, germe di grano).
da Simona Volpe
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