Casilino 900 chiude i battenti. Alemanno: “E’ stata la vergogna di Roma”
Finisce oggi l’avventura del Casilino 900. Il campo nomadi più grande d’Europa, con la demolizione dell’ultima baracca e il trasferimento dei tre nuclei familiari montenegrini rimasti, chiude i battenti definitivamente. Le prime operazioni di trasferimento sono cominciate il 19 gennaio scorso, secondo quanto stabilito dal piano nomadi voluto dal Campidoglio che prevedeva la chiusura, con la relativa ricollocazione degli abitanti, di alcuni campi abusivi come, oltre al Casilino 900, quello di Tor de Cenci e la Martora. Multinetnico. Il sindaco Gianni Alemanno ha espresso grande soddisfazione per la chiusura del campo che “è stato la vergogna di Roma e che ha dato, per 40 anni, illegalità e problemi ai cittadini che abitavano lì vicino”. Eppure non sarà facile abituarsi ad una nuova vita per i circa 600 abitanti che affollavano Casilino 900, nonostante l’amministrazione abbia assicurato che nessuno verrà abbandonato. “Non nascondo – racconta il portavoce del campo Najo Azdovic –
che in molti ci siamo commossi in questi giorni. In questo campo, abbiamo calcolato, sono nati quasi 15 mila bambini: per molti, come per me che sono qui dal 1993, Casilino rappresenta una parte importante della nostra esistenza. Oggi si chiude un capitolo e il 20 febbraio faremo una grande festa”
da Simona Volpe
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