“Donne, vodka e gulag”, il libro di Marco Iaria
“Troppo occidentale” per l’Unione Sovietica del disgelo. Fu probabilmente questa la più grande colpa di Eduard Streltsov, giocatore di calcio russo condannato per stupro dopo un processo farsa e mondato per dodici anni in un gulag.
Marco Iaria , giornalista della Gazzetta dello Sport racconta la sua storia nel libro “Donne, vodka e gulag” che sarà presentato domani alle 21 alla Libreria Bibli, in via dei Fienaroli. Oltre all’autore parteciperanno all’incontro: l’ex segretario del Partito Democratico Walter Veltroni, il giornalista della Repubblica, Leonardo Coen e Francesca Gori, esperta di storia sovietica; a moderare il dibattito sarà Valerio Piccioni firma della Gazzetta.
La storia di Streltsov, appassionante e misteriosa, è raccontata per la prima volta in Italia: dopo la sua morte nel 1990 per un cancro ai polmoni fu riesaminato il suo caso giudiziario. Nonostante si riscontrarono molte anomalie nel processo, il caso non venne riaperto. Definito al suo esordio “Pelè bianco”, il campione della Torpedo fu sicuramente il più talentuoso giocatore russo;
la sua pecca era che amava troppo le donne e l’alcol, tanto che si ipotizza che dietro la sua condanna ci fosse la vendetta di una potente donna, membro del Politburo, la cui figlia, il fascinoso Streltsov si era rifiutato di sposare.
da Simona Volpe
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