Due anni di governo Alemanno, un bilancio tra successi e promesse disattese
28 Aprile 2008, Gianni Alemanno viene eletto sindaco di Roma. A due anni e un giorno da quella data, molti muri della Capitale sono stati coperti dai manifesti che il primo cittadino ha voluto per ricordare la vittoria: nulla che si potesse minimamente ricollegare ai cartelloni inneggianti al Duce attaccati qualche giorno fa da qualche fanatico e che Alemanno aveva puntualmente criticato, ma piuttosto uno slogan molto “calcistico”: Roma all’attacco.
E’ tempo di festeggiare per l’amministrazione vigente, ma bisogna anche fare qualche bilancio. Se oggi si andasse nuovamente alle urne chi sa se l’esito sarebbe lo stesso del 2008; il risultato delle scorse elezioni regionali in cui Renata Polverini ha vinto soprattutto grazie provincia, mentre a Roma la maggior parte dei voti sono andati alla candidata del Pd Emma Bonino, non gioca a favore del Pdl. Nonostante ciò, Alemanno si ritiene soddisfatto: “Sono stati due anni di lavoro molto positivo – ha detto durante la cerimonia dell’anniversario – in cui la nostra giunta si è impegnata su fronti diversi: abbiamo migliorato i servizi, abbiamo risolto problemi seri e sviluppato progetti”.
Non è d’accordo l’opposizione che invece giudica la giunta “in crisi economica, gestionale e politica”. Molte di quelle promesse che l’allora candidato aveva messo come centrali nel suo programma si sono rivelate un’arma a doppio taglio: il debito nelle casse comunali che aveva denunciato non appena insediato non è stato sanato, sono state realizzate poche opere pubbliche e i lavori della metropolitana proseguono a rilento. E poi il piano sicurezza sul quale si era giocata gran parte della campagna ha funzionato a metà (non volendo essere troppo disfattisti). Bisogna riconoscere il successo di alcune ordinanze, come quella contro graffiti, altre invece, come quella per le prostitute, dopo il clamore iniziale si sono rivelate inadeguate.
Altro punto caldo è la questione dei rom: Alemanno aveva promesso di espellere 20mila nomadi; per ora gli si può solo riconoscere la chiusura del “Casilino 900”.
Traffico, degrado e pulizia: la viabilità non è sicuramente migliorata e a parte il tentativo di incentivare l’uso di bicicletta e mezzi pubblici non abbiamo visto particolari interventi. Per quanto riguarda la pulizia nel nuovo contratto di servizio dell’Ama sono previsti anche l’acquisto di macchinari e la pulizia delle strade tutti i giorni; tanti progetti anche per la raccolta differenziata su cui il Comune ha puntato ma che in realtà stenta a decollare.
Non ci rimane che lasciare ai posteri l’ardua sentenza…
da Simona Volpe
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