Il condono di Roma: mansarde, piscine e costruzioni abusive
L’assoluzione prima del peccato. Avranno pensato ad una sorta di bonus da sfruttare nel tempo, i cittadini romani che nel 2003 hanno presentato la domanda di sanatoria per un abuso che ancora non avevano commesso. Secondo i dati di Gemma, la società privata che gestisce le pratiche del condono edilizio del Comune di Roma, infatti, sarebbero più di settemila le costruzioni tirate su dopo che la sanatoria del 2003 era stata approvata: da Roma sud a nord, in tutte le zone capitoline si possono scorgere dall’alto, attici non a norma, piscine illegali e costruzioni in zone vincolate dal piano territoriale paesistico. Il caso più eclatante: una mansarda misteriosamente comparsa dopo il 2004 in cima a un edificio di via San Vincenzo, accanto alla Fontana di Trevi.
Gli illeciti edilizi non sono delle novità nella Capitale, un cittadino su quattro ha chiesto di condonare un abuso: 417 mila domande riguardano la prima sanatoria voluta dal Governo Craxi nel 1985, più di 94 mila la seconda nel ‘94 e oltre 85 mila, quest’ultima del 2003. Al “perdono” preventivo, però, non ci aveva ancora pensato nessuno.
da Simona Volpe
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