Il San Camillo è dalla parte delle donne contro la violenza
Il primo ambulatorio per le mutilazioni femminili in collaborazione con i servizi sul territorio. All’ospedale San Camillo è attivo 24 ore su 24 lo sportello “violenza donne” che offre assistenza sanitaria e psicologica a donne e bambini che hanno subito violenza ma è aperto anche alle immigrate per favorire l’integrazione e la comunicazione tra le culture. In occasione della Giornata nazionale contro le mutilazioni femminili, il 6 Febbraio, è ancora più importante il ruolo del servizio pubblico e Luigi Macchitella, direttore generale della struttura ospedaliera,lo ricorda ribadendo due diritti fondamentali, la salute e l’integrazione tra le culture: “E’ anche dalla conoscenza del proprio diritto alla salute – afferma – che comincia un processo di integrazione sociale e culturale”.
In Italia si contano oltre 40 mila donne vittime di infibulazione, un numero da record in Europa: il dato non riguarda soltanto le donne adulte (si contano 26 mila over 40) e maggiorenni (piu’ di 60 mila tra i 19 e i 40 anni), ma anche 400 bambinee 3.500 ragazze dai 14 ai 18 anni (3.500).
Poche ancora le strutture che si occupano di infibulazione e mutilazioni genitali femminili, secondo una ricognizione del ministero della Salute datata 2007, sono 43, concentrate in 13 regioni. E solo in Lazio, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Puglia e Sardegna e’ possibile praticare la deinfibulazione, cioe’ la procedurachirurgica che consiste nel riaprire la ferita e ricostruire i tessuti mutilati.
da Simona Volpe
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