Inchiesta sulla telefonia: a Roma l’impero di Gennaro Mokbel
Un vero e proprio regno dorato, quello che, secondo il gip Aldo Morgigni, aveva nella Capitale Gennaro Mokbel. Dalle indagini della Procura distrettuale antimafia risulterebbe che alcune delle aziende fittizie create da Mokbel, ma di cui non è intestatario, fossero usate da Fastweb e Telecom Sparkle per il riciclaggio di due miliardi di euro, con la complicità del senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, altro indagato dell’inchiesta , la cui elezione sarebbe stata appoggiata dalla cosca della ‘ndrangheta degli Arena. Tra le attività che sarebbero controllate da Mokbel ci sarebbero due gioiellerie: la Emme e Emme a Prati e la Monil srl, in via della Vite 93, in pieno centro, una palestra a Ostia, in via delle Antille, attribuita falsamente all´associazione sportiva Runa, Le Antiche Officine Campidoglio, con sede ancora in via Filippo Corridoni 23, a Prati, utilizzata per comprare auto di grossa cilindrata con un milione e 150 mila euro trasferiti da una banca di Hong Kong: tra le altre, due Bmw, una Ferrari, una Porsche, una Jaguar, e due imbarcazioni.
Nella lista non poteva mancare un ristorante: il Filadelfia in via Giano della Bella 32, vicino viale delle Province, intestato al prestanome Rosario La Torre ma che, in una telefonata intercettata, l’imprenditore rivela ad un’amica: “l’ho comprato per avere un posto in cui cenare la sera”.
da Simona Volpe
Visualizza / Lascia un commento






