La terrazza del Pincio riapre i battenti
Il Pincio ritorna ai romani. La suggestiva terrazza voluto da Napoleone Bonaparte e realizzata secondo il progetto dell’architetto neoclassico Giuseppe Valadier, è da ieri nuovamente fruibile in tutto il suo splendore per cittadini e turisti. Il “primo giardino della Capitale”, è stato a lungo oggetto di contesa tra le due ultime amministrazioni comunali, in quanto l’ex sindaco Walter Veltroni aveva disposto la costruzione di un parcheggio sotterrano per 700 autoveicoli; Gianni Alemanno, supportato dal Ministero dei Beni Culturali si era da subito dimostrato contrario al progetto, visto il ritrovamento di reperti archeologici nella zona. Alla fine del 2008 fu poi presa la decisione di interrompere i lavori: il Comune di Roma ha intrapreso la delicata fase di ripristino e restauro dell’arredo urbano curata dall’Ufficio Città Storica del VI Dipartimento, in collaborazione con la Soprintendenza statale e comunale. Oggi, del vecchio progetto di un parcheggio non c’è più traccia: nel maggio 2009, infatti, sono iniziati i lavori di recupero della Terrazza, di messa in sicurezza e di interramento dello scavo con copertura dei reperti archeologici di maggior pregio rinvenuti duranti i lavori.
Il tutto con un costo di 3 milioni di euro. Per fronteggiare il problema della sistemazione delle automobili vista la pedonalizzazione di via di Ripetta, via del Corso e del Babbuino, si è pensato di allargare il parcheggio del Galoppatoio, nella vicina Villa Borghese.
da Simona Volpe
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