Malagrotta: una storia senza fine
Un anno fa sulle pagine del Corriere della Sera, uno dei responsabili del Comitato di Malagrotta denunciava la situazione disastrosa della zona. “Nelle sei ore del mattino, dalle 7 alle 13 – si legge nell’articolo del 3 Luglio 2009 -il traffico dei mezzi pesanti a via della Pisana è paragonabile a quello sull’autostrada del Brennero, in Val di Susa o al Frèjus”, il che sommato al fetore di Malagrotta, la raffineria, l’inceneritore dei rifiuti dell’ospedale rende difficile la vita degli abitanti della zona. Oggi a un anno da quell’articolo al quale sono seguite molte altre denunce, le condizioni sono rimaste esattamente le stesse: l’inquinamento di Ponte Galeria (Malagrotta) rimane paragonabile a quello delle grandi città dove si sforano i limiti due giorni su tre. I dati dei rilievi eseguiti lo confermano e in continuazione i comitati della zona ormai ben organizzati con strumenti fanno dei prelievi dell’aria per verificare il tasso d’inquinamento.
Con l’estate e l’aumento delle temperature la situazione peggiora. E gli abitanti continuano ad aspettare la chiusura della discarica più grande d’Europa.
da Simona Volpe
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