as Roma

Parte Gheddafi,arriva Borriello

premio 'Giacinto Facchetti - Il bello del calcio'
Il leader libico è ripartito con i suoi cavalli, le sue amazzoni, la tenda beduina impacchettata per bene e messa in naftalina per una futura visita italiana. Il tentativo di trasformare Roma in una sorta di circo, grazie al cinismo dei romani, non è riuscito. Solo giornali e tv, a corto di idee sui veri problemi italiani o, peggio, eterodiretti, gli hanno dato spazio e guazza.
Per un leader che va uno ne arriva: Marco Borriello, classe 1982, di S.Giovanni a Teduccio. Colpo a sorpresa della Presidente Sensi, con l’appoggio di Unicredit. Dunque la Roma si rafforza e tanto, Il Milan anche e l’Inter resta al palo. Come dice Mario Sconcerti sul Corriere.it

Non è arrivato nessuno, Moratti si è preso un anno sabatico. È un suo diritto ma dal punto del vista tecnico rischia di pagare un prezzo alto. Il Milan è adesso sulla stessa linea dell’Inter. Perché Ibrahimovic è un giocatore che cambia le proprie squadre e perché tutto il resto del Milan ha ripreso entusiasmo. Si è forse spostata quell’energia che trasforma le squadre e fa venire ai giocatori voglia di tutto, di vincere, di allenarsi, di fare vita seria. È il contrario della sazietà che sembra aver preso l’Inter, sempre tonica, insistente, ma con un’ottava in meno dal punto di vista nervoso. Mi sembra semmai un eccesso l’arrivo di Robinho, quasi un errore se a pagarlo sono state le cessioni di Borriello e Huntelaar. Il Milan è adesso senza un centravanti. Ha solo fantasisti. Manca cioè la copertura effettiva di un compito. La lite tra Guardiola e Ibrahimovic ha finito paradossalmente per rendere completa la Roma. L’acquisto di Borriello è molto importante. La Roma è anzi l’unica squadra fra quelle di testa ad aver solo aggiunto. Non ha ceduto nessuno, si è solo rinforzata. Come abbia fatto nella sua situazione economica non so dirlo, ma dal punto di vista tecnico ha ampiamente annullato i due punti che l’hanno divisa dall’Inter nel maggio scorso. Il suo problema è di resistenza, è abituata a inseguire, non a stare in testa. Quando finisce l’inseguimento, finisce anche l’energia.

Speriamo che Sconcerti, almeno questa volta, pur essendo un grande conoscitore di calcio, sia costretto a ricredersi. Io spero solo che Ranieri ( e Totti nello spogliatoio)lo aiutino a trovare la giusta collocazione e a “fare gruppo”, unico motore di una squadra vincente. Squadre zeppe di campioni ma non amalgamate, non vinceranno mai, Real Madrid docet.

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set  10
1
alle 12:17
da geko


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