Archivi della categoria ‘Dove dormire’
Una nuova casa dello studente a Baldo degli Ubaldi
Una nuova residenza universitaria per gli studenti della Capitale. Inaugurato ufficialmente ieri, lo stabile in via Baldo degli Ubaldi, zona Aurelia, è formato da 80 camere doppie e 40 singole, di cui 10 attrezzate per i portatori di handicap e ospita, già da qualche settimana 180 giovani, di cui il trenta per cento stranieri. Nella struttura c’è anche una palestra, aule studio e caffetteria, una lavanderia, una biblioteca, uno spazio internet, che potrebbe essere dotato di wi-fi, e una sala per gli incontri spirituali; quest’ultima, attualmente vuota e senza simboli religiosi, sarà gestita in comune tra gli studenti di diverse fedi, che potrebbero utilizzarla a turno. Le camere, tutte con condizionatore e mini frigo, si aprono con un badge all’entrata che accende anche la luce e il bagno è in comune per ogni due coinquilini. Su ogni piano ci sono due cucine comuni, per studenti e studentesse; ci sono ascensori e un parcheggio coperto di 60 posti più uno all’aperto. Continua a leggere… »
da Simona Volpe
Vita da “bamboccioni” nella Capitale, i costi e le difficoltà dei fuori sede
E’ di qualche giorno fa la proposta dell’Inpdap di elargire un contributo ai pensionati statali per ospitare gli studenti fuori sede. “Nonno house”, è questo il nome dell’iniziativa, è una delle risposte possibili ad un problema concreto: la difficoltà economica per i giovani di andare a vivere fuori casa. Roma è la città per antonomasia che ospita più fuori sede ma, assieme a Milano è anche la più cara di Italia e nonostante studiare sia ancora considerato un diritto, le agevolazioni e le borse di studio sono inadeguate rispetto al numero delle domande. Per i quasi 400.000 studenti fuori sede italiani, secondo l’Anci, ci sono poco più di 50.000 posti totali in residenze universitarie, vale a dire 1 letto ogni 8 persone. Il problema più grave risiede nell’illegalità all’interno degli studentati: il più delle volte, infatti, le strutture ospitano persone che non hanno niente a che fare con la vita universitaria o che hanno presentato certificazioni fasulle sulle proprio condizioni economiche, togliendo così la possibilità a chi ne avrebbe davvero diritto. La maggior parte degli studenti fuori sede sceglie dunque di affittare un appartamento da dividere con dei coetanei e qui ecco il tasto dolente del caro affitti: le cifre partono dai 260 euro per camera doppia ma si può arrivare a 700 per una singola a seconda delle zone: Trieste e Prati, quelle più care. “Pago 550 euro al mese per una stanza vicino zona Ottaviano, in una casa al primo piano rialzato, senza balconi e con un solo bagno per cinque ragazze”, racconta Michela, studentessa Lumsa di Avellino. Non è la sola: Anna di Trebisacce paga “Trecentocinquanta euro sulla Tuscolana più le spese”, Francesco di Foggia, quattrocento in zona San Lorenzo e il sardo Andrea quattrocentocinquanta in zona Prati “ma – afferma – il padrone di casa ha le chiavi e ogni tanto viene a farci una visitina per controllare se tutto è a posto”. E i contratti? Utopia, nella maggior parte dei casi. La modalità contrattuale più diffusa è quella del concordato secondo la legge 431/98 che fornisce ai padroni di casa non poche agevolazioni fiscali; nonostante questo la maggior parte degli affitti continuano ad essere in nero o comunque del tutto a sfavore degli affittuari. “Da dieci anni vivo a Roma – racconta Francesca V. – e ho cambiato cinque o sei case. Una sola volta ho avuto il contratto e il padrone di casa l’ha fatto pagare a noi”. “Siamo in tre – confida Luisa di Bari- con contratti da studentesse ma in realtà siamo lavoratrici ed una di noi ha anche la residenza qui”. Pochi contratti ma anche pochi controlli. Continua a leggere… »
da Simona Volpe
Ultimo commento:
di Affittomatto Television il 01/1/70
L’inpdap va incontro ai “bamboccioni”
A casa con mamma e papà? No meglio con il nonno . Il nuovo progetto dell’ Inpdap prevede, per venire incontro ai “bamboccioni” di Italia, la possibilità per i pensionati pubblici di offrire una stanza nel loro appartamento a uno studente universitario fuori sede in cambio di un contributo da parte dell’Istituto. “Nonno house” fa parte di una politica del welfare messa in atto già da qualche anno dall’Ente e che è venuta alla ribalta negli ultimi giorni anche in seguito alla denuncia del Ministro Brunetta sugli affitti onerosi e spesso in nero che gli studenti sono costretti a pagare; Continua a leggere… »
da Simona Volpe






